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L'uccello che girava le viti del mondo, di H. Murakami

Ho iniziato a leggere Murakami perché ne ho sentito parlare come di un raffinato autore per palati fini. L’uccello che girava le viti del mondo, un titolo che mi ha incuriosito. Un uomo sui 30 anni decide di licenziarsi e per un periodo si dedica alle attività domestiche mentre la moglie lavora. Ad un certo punto si accorgono di avere perso il gatto e il protagonista lo cerca per il quartiere incontrando strani personaggi. Lui e la moglie discutono: lei si lamenta perché il marito ha cucinato peperoni senza ricordarsi che li detesta. Per non parlare della carta igienica con i disegni: lei la odia. Poi arrivano strane telefonate, incontra per caso donne curiose che in qualche modo c’entrano con il gatto. Questo è solo l’inizio. Entusiasmante? Per me è noia mortale, una lettura assolutamente soporifera: lingua piatta e monocorde, descrizione minuta di troppi dettagli insignificanti di un’apparente, banale normalità di cui mi sfugge il senso. Troppo zen? Ti aspetti che succeda qual...

Hanno tutti ragione, di Paolo Sorrentino

Paolo Sorrentino che scrive è un altro. Non è il regista, nonostante la parentela con la malinconia, la propensione al tempo rallentato e alla divagazione. Personalmente, preferisco lo scrittore, dotato di una sagace ironia che non percepisco nei film, anche se qui, nella parola scritta, si trovano già tutti i temi che verranno sviluppati in ambito cinematografico, come quello della vecchiaia, che attraversa tutto il libro, e l'anticipazione del clima estenuato della Roma de La grande bellezza. Tony Pagoda docet, alternando geniali intuizioni e spericolate metafore in un discorso praticamente senza congiuntivi e con una punteggiatura creativa. Tony segue il suo ritmo. Ecco qualche frammento tratto da Hanno tutti ragione. "Non sopporto i fidanzati, poiché ingombrano. Non sopporto le fidanzate, poiché intervengono. Non sopporto quelli di ampie vedute, tolleranti e spregiudicati. Sempre corretti. Sempre perfetti. Sempre ineccepibili. Tutto consentito, tranne l'omicidio...

La donna dei fiori di carta, di Donato Carrisi.

Uno scrittore di thriller scrive una (specie di) storia d’amore. Il romanzo è in realtà un gioco di scatole cinesi, ognuna delle quali contiene una storia, concatenata l’una all’altra in un continuo richiamo. Questo perdersi nelle storie che si aprono come parentesi pare un divertimento gratuito, fine a se stesso, come se il narratore si atteggiasse a moderno  Shahrazàd convinto di ammaliare il lettore mettendo in fila una serie di situazioni volutamente studiate per stupire, che sembrano costruite “ad arte” per produrre un determinato effetto . L’atteggiarsi da scrittore che racconta la storia di un personaggio-narratore (una sorta di alter ego) in possesso delle magiche chiavi per aprire tante porte (alis, tante storie), per dire cosa? Chi era l’uomo che fumava mentre il Titanic affondava? Da dove veniva il suo sigaro d’argento? Cosa sono le montagne cantanti della Cina? La sfida di trovare il nome della bella Isabel? Chi lasciava i misteriosi fiori di carta nel camice de...

Storia della bambina perduta, di Elena Ferrante

L’identità femminile cerca di consolidarsi attraverso i convulsi anni Settanta, ma si “smargina” di fronte alla vita, anzi alle vite di Lila e Lenù che continuano ad intrecciarsi indissolubilmente: sono le due protagoniste della saga de “L’amica geniale” che con il quarto romanzo, “Storia della bambina perduta”, arriva a concludersi e a chiudere un cerchio ideale ed esistenziale. Il momento culminante si raggiunge nella cornice di una Napoli festante e confusa, che sta cambiando ma non sa ancora con quali esiti, con l’episodio che segna l’inizio della fine, e che scioglie drammaticamente, poco per volta, tutti i nodi accumulati nella vita delle due donne. Da un lato Lila, rimasta sempre dentro ai confini della città, eppure capace di vedere ciò che sfugge agli altri, e Lenù, Elena, ormai diventata famosa scrittrice, tornata a Napoli con le sue figlie dopo aver chiuso il suo matrimonio ed essersi buttata nell’avventura di un amore che covava fin dall’adolescenza, che si rivelerà a...

I Medici. Una dinastia al potere, di Matteo Strukul

Mi incuriosiva l’idea di un romanzo avvincente su sfondo storico, ed in particolare il Quattrocento fiorentino con la famiglia dei Medici come protagonista. Cospirazioni e intrighi nel periodo del Rinascimento potevano essere ingredienti giusti per costruire una trama appassionate. Vincitore del Premio Bancarella, prometteva bene, peccato che la lettura si stia trascinando a fatica. E non per la complessità del testo, che è decisamente abbordabile per chiunque abbia almeno la quinta elementare, ma per la banalità delle situazioni e dei protagonisti, imprigionati in fastidiosi stereotipi: Cosimo, intelligente, abile nel muoversi in un contesto di intrighi e corruzione, ma buono nell’animo, buono come lo sono i personaggi delle favole, dove è tutto bianco e nero; Contessina, la moglie innamoratissima, sposata non per ragioni di potere o scelte famigliari ma per amore vero, puro, pronta a dare la vita per il suo uomo; il fratello Lorenzo, anche lui dalla parte dei buoni, non proprio ...

Lo scudo di Talos, di Valerio Massimo Manfredi

Un viaggio nella storia antica insieme a Valerio Massimo Manfredi, scrittore e archeologo, che ha creato personaggi affascinanti e nel contempo verosimili, per rivivere in un’avvincente lettura alcuni degli episodi più significativi di un remoto passato. Segue la descrizione della prima parte del libro, con l’obiettivo di stimolare la curiosità da parte del lettore che vorrà poi arrivare fino all’ultima pagina. Ambientato a Sparta, la storia inizia poco prima delle guerre persiane. Protagonista è Talos, figlio di uno spartiato, Aristarchos, abbandonato nel bosco da piccolo perché nato con un piede zoppo. Il bambino non sa nulla delle sue origini e viene ritrovato da Kritolaos un vecchio pastore Ilota, che lo cresce come un figlio. Kritolaos svelerà a Talos di essere il custode dell’armatura di Aristodemo, re dei Messeni, il popolo da cui provengono gli Iloti, senza svelargli fino in fondo il suo segreto. Il vecchio regala a Talos l’arco che fu del mitico Re e inizia ad ins...

L’arte di essere fragili, Alessandro D’Avenia

Alessandro d'Avenia ci propone un'interessante rilettura attualizzata di Giacomo Leopardi, in sintonia con lo sguardo dei giovani (e non solo) di oggi, sui quali il poeta di Recanati può ancora esercitare fascino e attrattiva, per aiutarli a capire meglio se stessi, le loro fragilità e il mondo, che in fondo è governato dalle medesime logiche: l’eterna ricerca di equilibrio tra cuore-ragione, natura-intelletto, finito-infinito. D'Avenia mette in luce il potere dell'immaginazione, quella che aveva illuminato Leopardi conferendogli quel l'energia che ancora oggi è vitale, e offre spunti preziosi per conoscere e apprezzare il poeta, per chi fa scuola come mestiere e per chi la frequenta da studente. Dispensa soprattutto parole piene di speranza, a volte un po’ troppo enfatiche, per chi ha ancora il desiderio di lasciarsi trasportare da questa corrente. L'autore, a mio parere, tende a perdersi, anzi a 'naufragar in questo mare', in pericoloso bilic...