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L’arte di essere fragili, Alessandro D’Avenia

Alessandro d'Avenia ci propone un'interessante rilettura attualizzata di Giacomo Leopardi, in sintonia con lo sguardo dei giovani (e non solo) di oggi, sui quali il poeta di Recanati può ancora esercitare fascino e attrattiva, per aiutarli a capire meglio se stessi, le loro fragilità e il mondo, che in fondo è governato dalle medesime logiche: l’eterna ricerca di equilibrio tra cuore-ragione, natura-intelletto, finito-infinito. D'Avenia mette in luce il potere dell'immaginazione, quella che aveva illuminato Leopardi conferendogli quel l'energia che ancora oggi è vitale, e offre spunti preziosi per conoscere e apprezzare il poeta, per chi fa scuola come mestiere e per chi la frequenta da studente. Dispensa soprattutto parole piene di speranza, a volte un po’ troppo enfatiche, per chi ha ancora il desiderio di lasciarsi trasportare da questa corrente. L'autore, a mio parere, tende a perdersi, anzi a 'naufragar in questo mare', in pericoloso bilic...

Storia di chi fugge e di chi resta, Elena Ferrante

Non potevo lasciare la storia di Lila e Lenù proprio nel momento in cui quest’ultima, diventata scrittrice, presenta il suo romanzo in una libreria milanese e tra il pubblico compare nientemeno che Nino, il grande amore della sua adolescenza. Così finisce il secondo volume della saga de “L’amica geniale”: il terzo, dal titolo “Storia di chi fugge e di resta”, è dedicato soprattutto alla storia di Elena, diventata ormai una donna che, lasciata Napoli, si è sposata ad un giovane rampollo di una famiglia agiata di intellettuali progressisti diventato precocemente professore universitario a Firenze. Ci sono tutte le premesse per una vita felice, piena di soddisfazioni, che ha riscattato le fatiche degli anni di studio permettendole di uscire dal rione napoletano, ma l’ombra di Lila rimane ad offuscare quel senso di rivincita di cui la protagonista ha bisogno. Solo Lila sembra riuscire a vivere intensamente.  Il romanzo racconta le vicende di Elena, moglie frustrata e madre di ...

Storia del nuovo cognome, Elena Ferrante

Continua la storia delle due amiche, Lila e Lenù, iniziata nel primo libro intitolato “L’amica geniale”, che prosegue in altri due volumi. Nel secondo le vicende si sviluppano, poi escono dal rione napoletano in cui sono nate le due protagoniste e riguardano la loro adolescenza. Il filo che tiene legati tutti i personaggi del rione diventa una sorta di tela di ragno nella quale, però, Lila rimane invischiata, a differenza di Lenù. La seconda, che è la voce narrante, sembrerà sottotono rispetto l’altra, che vive una fase di apparente splendore grazie al matrimonio con il figlio del temutissimo Don Achille, Stefano, che assume le sembianze del pacificatore del rione: dimostrerà una predisposizione al guadagno aprendo ben due salumerie e investendo nel calzaturificio della famiglia di Lila. Naturalmente quel che appare in facciata, ha un retro nascosto, tutto da scoprire. Il sontuoso matrimonio delle sedicenne Lila con Stefano, che fa sognare e invidiare tutto il rione, porta già in ...

L'amica geniale, di Elena Ferrante

Proprio nei giorni in cui finivo di leggere L’amica geniale, primo di quattro libri ormai best seller internazionali, sui giornali esce la notizia sulla vera identità dell’autrice, Elena Ferrante. Un’indagine da spy story si preoccupa di analizzare i flussi economici dalla casa editrice ad una sua traduttrice dal tedesco, di scovare i suoi acquisti immobiliari per dedurre che non può essere che lei la scrittrice del momento, che in questi anni ha fatto la scelta dell’anonimato, trovandosi uno pseudonimo che evidentemente ricalca un’altra autrice della letteratura italiana, Elsa Morante. Ma per quale motivo dobbiamo preoccuparci di sapere chi sia veramente? Cosa cambia per i lettori e quale valore aggiunto può dare una simile informazione? L’unica conseguenza è una possibile e sgradevole violazione della privacy di una persona e nulla di più. Anzi, personalmente preferisco continuare a pensarla avvolta nelle nebbie di un mistero che non importa decifrare.  Fin dalle prime righe...

Questo incanto non costa niente, di F. Guccini e L. Macchiavelli

Un racconto in nero, com’è definito nella raccolta “Stesso sangue” dedicata al noir nella quale è contenuto, scritto a quattro mani. Ci immergiamo nelle atmosfere del primo periodo fascista in un’Italia che poco per volta sta scivolando verso la perdita della libertà e la catastrofe della guerra. La storia è ambientata nell’Appennino tosco-emiliano, nei luoghi di villeggiatura dell’alta borghesia bolognese: dietro a centri termali, cinematografi e sciroppi all’Amarena Fabbri, si nascondono torbide situazioni e oscuri conflitti tra chi è pro e chi contro il regime. Al giovane maresciallo Santovito, in cui traspare una crescente avversione al fascismo, è affidata segretamente l’indagine per scoprire se l’incidente d’auto costato la vita al giovane camerata Romano Pareschi sia in realtà un omicidio politico. Il confine con il male, la deriva totalitarista che spazza via ogni ingenuità dei giovani dell’epoca, sono le note dominanti di un racconto coinvolgente dalla prima all’ultima ri...

Il passato è una terra straniera, di Gianrico Carofiglio

Giorgio è un bravo ragazzo: studia giurisprudenza e ha una fidanzata. La sua vita regolare subisce un’interruzione nel momento in cui incontra Francesco, un personaggio ambiguo che lo introduce in un mondo lontanissimo dalla sua realtà quotidiana. Giorgio ne subisce la fascinazione e sembra perdere la propria capacità di giudizio, facendosi influenzare da Francesco al punto da seguirlo in una serie di avventure dal sapore picaresco, ma che si inclinano sempre più al di fuori delle regole e della legalità. Per cominciare il gioco d’azzardo per poi arrivare anche al traffico di droga. In parallelo si sviluppa un’altra storia che apparentemente sembra scollegata a quella di Giorgio e Francesco, che ha come protagonista un altro giovane, il comandante Chiti, che guida il nucleo operativo della polizia di Bari, la stessa città in cui vivono gli altri due personaggi. Chiti, una sorta di alter ego speculare di Francesco, si trova alle prese con uno stupratore seriale. E’ chiaro che le due...

Contro la dittatura del presente, G. Zagrebelsky

La parabola dell’Isola di Pasqua come metafora di un mondo che si autodistrugge. Così apre Zagrebelsky il suo libro intitolato “Contro la dittatura del presente”, la stessa che ha raccontato in piazza Grande a Modena durante il Festival Filosofia a settembre del 2015, ovvero sul vivere il presente come se non ci fosse un domani, senza pensare alle generazioni che verranno; consumare le risorse, di qualunque tipo, che siano alberi o denaro, senza prendersi impegni con chi ci sarà dopo di noi. Una scelta che porta alla distruzione del futuro. Generazioni onnivore che cannibalizzano ogni cosa lasciando ai propri figli una terra nuda: immagine estrema, incarnata dalla storia dell’Isola di Pasqua, inizialmente ricca e fertile, diventata poi vuota e sterile in misura proporzionale alla grandezza dai celebri monoliti dei Moai che decantavano il potere. L’isola di Pasqua come la terra e i suoi dodici clan che interagiscono tra loro come facciamo noi nel nostro mondo globalizzato. Questo pe...