Un racconto in nero, com’è definito nella raccolta “Stesso sangue” dedicata al noir nella quale è contenuto, scritto a quattro mani. Ci immergiamo nelle atmosfere del primo periodo fascista in un’Italia che poco per volta sta scivolando verso la perdita della libertà e la catastrofe della guerra. La storia è ambientata nell’Appennino tosco-emiliano, nei luoghi di villeggiatura dell’alta borghesia bolognese: dietro a centri termali, cinematografi e sciroppi all’Amarena Fabbri, si nascondono torbide situazioni e oscuri conflitti tra chi è pro e chi contro il regime. Al giovane maresciallo Santovito, in cui traspare una crescente avversione al fascismo, è affidata segretamente l’indagine per scoprire se l’incidente d’auto costato la vita al giovane camerata Romano Pareschi sia in realtà un omicidio politico. Il confine con il male, la deriva totalitarista che spazza via ogni ingenuità dei giovani dell’epoca, sono le note dominanti di un racconto coinvolgente dalla prima all’ultima riga.
Un viaggio nella storia antica insieme a Valerio Massimo Manfredi, scrittore e archeologo, che ha creato personaggi affascinanti e nel contempo verosimili, per rivivere in un’avvincente lettura alcuni degli episodi più significativi di un remoto passato. Segue la descrizione della prima parte del libro, con l’obiettivo di stimolare la curiosità da parte del lettore che vorrà poi arrivare fino all’ultima pagina. Ambientato a Sparta, la storia inizia poco prima delle guerre persiane. Protagonista è Talos, figlio di uno spartiato, Aristarchos, abbandonato nel bosco da piccolo perché nato con un piede zoppo. Il bambino non sa nulla delle sue origini e viene ritrovato da Kritolaos un vecchio pastore Ilota, che lo cresce come un figlio. Kritolaos svelerà a Talos di essere il custode dell’armatura di Aristodemo, re dei Messeni, il popolo da cui provengono gli Iloti, senza svelargli fino in fondo il suo segreto. Il vecchio regala a Talos l’arco che fu del mitico Re e inizia ad ins...
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