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L’inverno più nero, di Carlo Lucarelli

“Sapeva che Bologna è una città che copre e nasconde, che ha sempre un lato oscuro, dove lo sguardo si perde per ritrovarsi dove non avrebbe mai immaginato di essere:” Questa mi pare una delle più calzanti descrizioni di Bologna, perché in poche parole la descrive non solo attraverso i suoi portici e i giardini chiusi dentro le case del centro storico, ma ne racconta la storia, soprattutto quella più recente.  Bologna c’è sempre nelle storie di Carlo Lucarelli, e più che uno sfondo è una protagonista insieme agli altri personaggi. Come in questa nuovo e avvincente romanzo in cui ritroviamo il commissario De Luca, poliziotto-sbirro tra le fila dei fascisti repubblicani in una Bologna dilaniata dalla guerra, occupata dai nazisti, durante il lungo e tragico inverno del 1944. De Luca è un personaggio inquieto e ambiguo, forse consapevole di trovarsi dalla parte sbagliata ma non abbastanza da smarcarsi, così cerca di non pensarci concentrandosi sui tasselli da riordinare di tr...

La vita bugiarda degli adulti, di Elena Ferrante.

Un romanzo di formazione che, onestamente, non ha la forza dei precedenti lavori della stessa autrice. Crescere per diventare cosa, per assomigliare a chi? Sempre Napoli come cornice, affascinante e duplice: c’è un sopra e un sotto, un “alto” e un “basso” che si mescolano pur nella loro diversità. I personaggi non sono convincenti, la trama mi pare flebile. Rimane la scrittura e la capacità di descrivere emozioni e stati d’animo in modo acuto e sensibile. Il tema dell’ipocrisia della vita dei grandi di fronte allo sguardo di un’adolescente che sta cercando la propria identità è un terreno d’esplorazione di grande interesse.

Morgana, Michela Murgia e Chiara Tagliaferri

Strega o fata? Michela Murgia descrive così il contenuto del libro: "Sono storie di ragazze che tua madre non avrebbe approvato". Poi, ancora: "Morgana è la casa delle donne fuori dagli schemi. Donne controcorrente, strane, pericolose, esagerate, stronze e a modo loro tutte diverse e difficili da collocare. Donne che vogliono piacersi e non compiacervi, un po’ fate e molto streghe, belle e terribili insieme". Ad aprire la serie delle dieci brevi biografie nel libro, troviamo Moana Pozzi, seguita da Caterina da Siena, Grace Jones, le sorelle Bronte e poi via via le altre, tutte battezzate dalla mitica Morgana del ciclo arturiano. Molto interessante l'espansione in podacast disponibile sul sito storielibere

Il colibrì, di Sandro Veronesi

Un libro non consolatorio, pieno di umanità. Il protagonista del nuovo romanzo di Sandro Veronesi ha una caratteristica unica: il dono dell’immobilità. Come un colibrì, batte le ali continuamente, una fatica immane per rimanere fermo. Il colibrì è Marco Carrera, un uomo che come l’uccellino è piccolo e ha bisogno, fin dall’infanzia, di una cura per crescere come gli altri. Il protagonista ha vissuto la sua vita così, muovendosi per stare immobile, rifuggendo i cambiamenti. Mentre gli altri andavano avanti, lui praticava una resilienza tenace, sospendendo il tempo, capace persino di risalirlo, ritrovando quello perduto. Volando all’indietro, come il colibrì sa fare.Il tempo da risalire è quello della famiglia, dei genitori Letizia e Probo, un matrimonio che è una bolla, un’illusione di felicità, che ha tenuto a bada l’inquietudine della madre, in un’accettazione dolente fatta di sopportazione e bugie. Il ricordo della giovinezza è Irene, la sorella “intelligentissima e tormentatissi...

Il lato fresco del cuscino, di Vittorio Zucconi

Il libro si apre e si chiude parlando di libri. In mezzo c’è un mondo, anzi il mondo, il racconto di un vita intensa da inviato speciale, trascorsa a zigzagare in ogni angolo della terra, dal lontano Giappone allo sperduto Sud America, dalle gelide notti di Mosca che raccoglievano i pezzi del socialismo reale alle luci bianche di Washington, passando per la guerra in Iran, i Mondiali di calcio della Corea e un’infinità di altri luoghi, piccoli e grandi, celebri e sconosciuti, in una sorta di immaginario, grande zapping. Tra pagine autobiografiche nate dagli oggetti, il ricordo si sprigiona sul filo delle cose perdute, a cominciare da quello infantile del ticchettio notturno della Lettera 22, la macchina da scrivere del padre, Guglielmo, anche lui giornalista e scrittore. Quella di Vittorio Zucconi è una scrittura limpida e acuta, invidiabile, accarezzata da una garbata e sagace ironia, a volte un po’ dispettosa quando spezza la frase principale infilando nel mezzo un dedalo di...

Tutti primi sul traguardo del mio cuore, di Fabio Genovesi

Avevo iniziato a leggere questo libro qualche anno fa in una situazione molto particolare: si trattava di una lettura ad alta voce condivisa con un appassionato ciclista. Tappa per tappa, avevamo rivissuto insieme il Giro d’Italia del 2013 grazie alla penna vivace di uno scrittore giornalista incaricato dal Corriere della Sera di scrivere articoli di colore dedicati a questo grande evento sportivo. Ne è nato un libro allegro, leggero e coinvolgente, una colorata girandola di aneddoti e personaggi che descrive il “carrozzone” del Giro oltre l’aspetto sportivo e agonistico, riuscendo ad appassionare anche chi normalmente non segue il ciclismo. Attraverso la mitica corsa rosa, abbiamo percorso il bel paese, in un viaggio partito dal sud verso la Toscana per arrivare alle Dolomiti, toccando Slovenia e Francia, che si è concluso a Brescia. Una pittoresca avventura utile a guardarci un po’ allo specchio e a fare del ciclismo qualcosa in più di un semplice sport: una fucina di storie di...

La versione di Fenoglio, di Gianrico Carofiglio

“Tutti, in qualche modo, mentono. Mentono agli altri e mentono a se stessi. Mentono sulle loro azioni e mentono sui veri motivi di quelle azioni. Ci sono quelli che lo sanno, pochi, e quelli che non lo sanno, la maggioranza”. Scrive Gianrico Carofiglio, scrittore ed ex magistrato che ha fatto tesoro della sua esperienza nelle procure riversandola nella scrittura.  La versione di Fenoglio è, non casualmente, un romanzo che esplora il metodo di indagine facendone una metafora più ampia. E’ vero che lo scrittore racconta, attraverso il dialogo tra un maresciallo alle soglie della pensione e un giovane molto intelligente ma disorientato sul futuro, una serie di episodi di casi investigativi, però l’impressione è che sia anche un espediente per parlare del nostro rapporto con la vita, del precario equilibrio tra bugia e verità. In mezzo ci sono le parole e non a caso il maresciallo Fenoglio paragona l’indagine all’arte di raccontare storie. Perché quella di Fenoglio (guarda a cas...