Un romanzo di formazione che, onestamente, non ha la forza
dei precedenti lavori della stessa autrice. Crescere per diventare cosa, per
assomigliare a chi? Sempre Napoli come cornice, affascinante e duplice: c’è un
sopra e un sotto, un “alto” e un “basso” che si mescolano pur nella loro
diversità. I personaggi non sono convincenti, la trama mi pare flebile. Rimane
la scrittura e la capacità di descrivere emozioni e stati d’animo in modo acuto
e sensibile. Il tema dell’ipocrisia della vita dei grandi di fronte allo
sguardo di un’adolescente che sta cercando la propria identità è un terreno d’esplorazione
di grande interesse.
Un viaggio nella storia antica insieme a Valerio Massimo Manfredi, scrittore e archeologo, che ha creato personaggi affascinanti e nel contempo verosimili, per rivivere in un’avvincente lettura alcuni degli episodi più significativi di un remoto passato. Segue la descrizione della prima parte del libro, con l’obiettivo di stimolare la curiosità da parte del lettore che vorrà poi arrivare fino all’ultima pagina. Ambientato a Sparta, la storia inizia poco prima delle guerre persiane. Protagonista è Talos, figlio di uno spartiato, Aristarchos, abbandonato nel bosco da piccolo perché nato con un piede zoppo. Il bambino non sa nulla delle sue origini e viene ritrovato da Kritolaos un vecchio pastore Ilota, che lo cresce come un figlio. Kritolaos svelerà a Talos di essere il custode dell’armatura di Aristodemo, re dei Messeni, il popolo da cui provengono gli Iloti, senza svelargli fino in fondo il suo segreto. Il vecchio regala a Talos l’arco che fu del mitico Re e inizia ad ins...