Leggero, evanescente, un disegno a matita.
Questo romanzo della nota scrittrice giapponese scorre velocemente, oppure
lentamente, come il fiume del paese natale della protagonista, Hotaru, nel quale ritorna per allontanarsi da
una delusione sentimentale. Dopo aver abitato per otto anni a Tokyo dove ha
vissuto un’intensa relazione con un uomo sposato che l’ha assorbita totalmente,
Hotaru decide di tornare a casa per ritrovare pace, serenità e anche l'identità, appannata dalla storia d’amore appena chiusa. E’ un ritorno
all’infanzia in una dimensione di onirica spiritualità: tutti i personaggi che
incontra sembrano pervasi da un’aurea di magia. La nonna, che gestisce un caffè
che assomiglia più ad una serra, il padre, eccentrico psicologo sempre in
viaggio, la madre morta che a tratti ricompare, l’amica Rumi, dotata di una
sensibilità oltre il normale che le fornisce gli indizi per ricomporre i
tasselli di una storia che la riporta indietro nel tempo. Ed è tramite queste
misteriose scie di sogni e ricordi che incontra un ragazzo, Mitsuru, con cui
aveva vissuto da bambina una sorta di sogno comune, quando entrambi stavano per
morire. Attraverso queste esperienze, Hotaru ritroverà la serenità e la forza
di ricominciare una nuova vita. La scrittrice, nella postfazione, ammette di
non credere che questo romanzo sia strepitoso, però si augura che qualcuno che
attraversa un momento difficile, leggendolo, possa trovare sollievo. Concordo
con il suo parere, soprattutto nella prima parte.
Un viaggio nella storia antica insieme a Valerio Massimo Manfredi, scrittore e archeologo, che ha creato personaggi affascinanti e nel contempo verosimili, per rivivere in un’avvincente lettura alcuni degli episodi più significativi di un remoto passato. Segue la descrizione della prima parte del libro, con l’obiettivo di stimolare la curiosità da parte del lettore che vorrà poi arrivare fino all’ultima pagina. Ambientato a Sparta, la storia inizia poco prima delle guerre persiane. Protagonista è Talos, figlio di uno spartiato, Aristarchos, abbandonato nel bosco da piccolo perché nato con un piede zoppo. Il bambino non sa nulla delle sue origini e viene ritrovato da Kritolaos un vecchio pastore Ilota, che lo cresce come un figlio. Kritolaos svelerà a Talos di essere il custode dell’armatura di Aristodemo, re dei Messeni, il popolo da cui provengono gli Iloti, senza svelargli fino in fondo il suo segreto. Il vecchio regala a Talos l’arco che fu del mitico Re e inizia ad ins...

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