Passa ai contenuti principali

Post

Il libro di Julian (a Wonder story), di R. J. Palacio

Mancava il suo punto di vista, quello del ragazzino dispettoso fino a diventare bullo e creare quell'atmosfera di ostilità attorno ad Auggie, che chiama il 'fenomeno da baraccone' per via di quell’aspetto deformato da una rara sindrome genetica. L'autrice precisa che aveva sempre avuto una storia anche per Julian, ma era abbastanza negativa e lunga. Aveva bisogno, quindi, di un libro tutto suo per venire fuori, per raccontare anche lo sguardo e il pensiero del ragazzino 'cattivo'. Ma cosa c'è dietro quella cattiveria? Anche il secondo libro della serie Wonder mette in luce i vari punti di vista da cui si guarda il mondo, il mettersi nei panni degli altri. Sempre l'autrice racconta che è stata una frase a dare il via alla storia di Julian: 'Sii gentile, perché chiunque incontri sta combattendo una dura battaglia'. Ed è la lezione che apprende Julian nella sua storia che lo accompagna verso la scoperta del rimorso, dopo aver combattuto la s...

Dictator, di Andrea Frediani

La crudezza della guerra, amicizie devote, amori appassionati, il coraggio e la fedeltà nella trama di un romanzo ambientato ai tempi di Roma del grande Giulio Cesare. La storia si può ripassare (o conoscere) grazie ad un'avvincente chiave narrativa.  L’ombra di Cesare è il primo capitolo di un’avvincente trilogia che ha come protagonista il più grande condottiero dell'antichità. Si narrano le vicende della conquista della Gallia e le guerre civili che portarono Roma ad essere la potenza che abbiamo studiato a scuola, ma che segnarono anche la fine della Repubblica. La raccolta “Dictator” comprende altri due romanzi: Il nemico di Cesare e Il trionfo di Cesare. Segue la storia delle conquiste di Cesare e delle più celebri battaglie dell'antichità fino alla guerra che vede contrapposti l'esercito dell' imperator che ambiva a diventare il più grande condottiero di Roma e quello repubblicano. Al centro di tutto il personaggio più emblematico e rappresentativo del...

Wonder, di R. J. Palacio

“ Non ho distrutto la Morte Nera né niente del genere, ma sono appena riuscito a uscire indenne dalla prima media. Cosa non facile e questo anche senza essere me .” Così parla August, protagonista di Wonder, un diario a più voci che racconta la storia di un bambino che dentro si sente come tutti gli altri, ma fuori non lo è. Pensate a come può sentirsi un undicenne che entra a scuola sapendo di portare l’apparecchio ai denti, oppure un paio di occhiali spessi un dito. Quale problema può essere a quell’età un brufolo sulla punta del naso o qualche chilo di troppo. August è nato con una rara sindrome genetica che deforma il viso. Per questo motivo la famiglia non lo ha mandato a scuola fino alla prima media. Una forma di protezione che però lo ha tenuto lontano dalla realtà. Ma se la natura toglie, la natura dà: August, pur essendo nato con questo problema che gli condiziona le normali relazioni sociali, ha la fortuna di avere una famiglia speciale. Per questo i genitori, pur sapen...

L'ultima estate di Berlino, Federico Buffa e Paolo Fusca

Una storia raccontata a quattro mani: da un giornalista e commentatore sportivo, dall’inconfondibile stile narrativo, e da un esperto di storia tedesca, che ha saputo ritrovarsi e sviluppare una narrazione in linea con quella del più noto coautore. L’ambientazione è quella delle Olimpiadi organizzate a Berlino nel 1936, poco prima della catastrofe della Seconda Guerra Mondiale, in un clima di attesa, in bilico tra l’abisso di ciò che sarebbe di lì a poco avvenuto e un mondo che stava mostrando i segni di un grande cambiamento, con tutte le sue contraddizioni.  Ma lo sport ha il potere di andare oltre le ideologie, i confini nazionali, le razze, i pregiudizi… Per questo emergono storie e personaggi di una grande potenza, che si stagliano da quel contesto mettendone in luce tutte le contraddizioni. Perché questo romanzo parte dal racconto della realtà, sia pure in parte rifinita dalla fantasia per esigenze narrative, ma solo per mettere meglio in evidenza la veridicità degli e...

Festival Filosofia 2015

'Per gigantismo e imprevidenza, la società può distruggere il proprio futuro', 'La terra come lascito ereditario. All'autoreferenzialità della generazione presente si contrappone la prospettiva di quelle future'. G. Zagrebelsky 'Oggi viviamo nella globalizzazione dell'indifferenza, una sorta di bolla di sapone che non ci protegge da nulla ma ci rende insensibili alla sofferenza altrui. Continuiamo a tracciare confini anche se la separazione tra i popoli oggi è impossibile. I profughi sono i portatori di quell'incertezza a cui non si vuole pensare'. Zygmunt Bauman

Tre uomini in bicicletta, di Paolo Rumiz (Altan e Emilio Rigatti)

Una prosa colta, raffinata eppure leggera, che a me ricorda quella di Calvino per la ricercatezza e precisione del lessico ma anche per la lievità, lo stile asciutto. Una narrazione per raccontare un viaggio che si fa esperienza esistenziale: “ Tutta la vita si riversa in strada, irradia un’energia che divora se stessa e talvolta implode con quell’imprevedibilità che fa dei Balcani i Balcani”, scrive Rumiz. Pur partendo dalla descrizione di un percorso, anche dal punto di vista tecnico, che comincia a Trieste e arriva a Istambul, questo diventa un itinerario a tre dimensioni, a cui si aggiunge la profondità. Un viaggio anarchico, antiglobale, pacifista, in terre di fatto sconosciute, attraversate poco dopo l’uscita dalla guerra. Bello quando descrive la Vukovar post-bellica a partire dalle rondini: “ Sono venute a decine di migliaia, ad abitare uno per uno i buchi fatti dai kalashnikov nei muri. Una rondine per ogni bossolo, che rivincita della vita!”. Un viaggio in controtendenz...

Sei la mia vita, di Ferzan Ozpetek

Più di tutto, in questo libro, mi ha colpito l’umanità così variegata, il senso di libertà che deriva dal fatto di vivere la propria vita come si è scelto, senza vincoli e pregiudizi, liberi dagli stereotipi. Il libro è composto da una galleria di ritratti di persone che presumo siano vere, o almeno ispirate a persone reali anche se riviste dagli occhi di chi di mestiere racconta storie. Attraverso di loro, si delinea un affresco romano nell’atmosfera di disinibita libertà degli anni Settanta e spregiudicata vitalità degli anni Ottanta, sia pure complicata da una selva di pregiudizi, all’interno della vasta e trasversale comunità gay, che accoglieva intellettuali, artisti, studenti, operai e una varia tipologia umana che ha fatto scelte alternative a quelle codificate dagli standard sociali, una generazione accomunata dal desiderio di vivere la vita senza freni, unita da un legame di solidarietà. Contano anche i luoghi, come il palazzo in via Ostiense, abitato da "una varia, e...