Passa ai contenuti principali

Post

La scelte che non hai fatto, di Maria Perosino

Non so se i miei gusti in fatto di libri stiano diventando troppo difficili, ma ultimamente fatico a non trovare difetti in quello che leggo. Troppo spesso rimango delusa. Aspettative eccessive? Anche quest’ultima lettura, “Le scelte che non hai fatto”, di Maria Perosino, l’ho iniziata perché il tema è uno di quelli che da sempre mi intriga. Le celebri “sliding doors” mi hanno affascinato quando ho visto per la prima volta il film con Gwyneth Paltrow: che il destino di una persona possa cambiare se si perde una metropolitana o per un qualunque altro banale gesto quotidiano, è un fattore a cui nessuno può sottrarsi, ma le scelte sono qualcosa di diverso. Sono difficili, spesso sofferte, a volte inevitabili, ponderate o impulsive, ma portano sempre e comunque effetti e conseguenze. Per questo motivo sorge spontanea la domanda: “Se avessi scelto l’altra strada, come sarebbe andata?” Il libro intende indagare questo aspetto del tema: cosa succederebbe se potessimo seguire le ...

Molto forte, incredibilmente vicino, di Jonathan Safran Foer

  Non so ancora se finirò di leggere questo libro. Nel caso lo finisca, completerò la recensione, altrimenti rimarrà sospesa come la mia lettura. La voce del bambino che ha perso il padre nell'attentato alle Torri Gemelle del settembre del 2001 è struggente. Oskar ha 11 anni ed è chiuso nel trauma che lo ha colpito, privandolo di un padre con cui aveva un rapporto speciale, un legame che lui tenta disperatamente di mantenere anche dopo la sua morte attraverso nuove "ragioni di vita", ingenue e paradossali, come solo i bambini possono fare: trovare la serratura giusta per una chiave rinvenuta tra gli oggetti del padre e una persona di nome Black. Oskar è un bambino a suo modo geniale: si autodefinisce inventore, scienziato, collezionista, ma la sua sembra una genialità quasi autistica. E' una forma di autismo che deriva dal trauma non elaborato e da una indole surreale e poetica, che pare condividere con la nonna materna, la ...

Rimini, di Pier Vittorio Tondelli

Ripescato da uno scaffale della mia libreria, con ancora tra le pagine, inaspettatamente superstite, lo scontrino di acquisto (Festa de l’Unità di Villa Sorra, 29 giugno 1996, prezzo 14.000 lire), rileggo Rimini di Pier Vittorio Tondelli. Sono in cerca di suggestioni: desidero trovare la cornice, l’atmosfera di una storia accaduta proprio nella città della riviera romagnola che devo riscrivere e ambientare. Voglio capire meglio quel contesto dalle caratteristiche uniche nel suo genere, che più volte ho visto e vissuto dal vero, per trovarne una possibile definizione: una gigantesca fabbrica del divertimento, un luogo-non-luogo dove la realtà è costruzione artificiale, uno spazio geografico che diventa una metafora della seduzione di massa… Post-moderno è l’aggettivo più usato da chi ha interpretato questo romanzo, ma posteriore a quale tipo di modernità? Quella del consumismo, del conformismo e del suo contrario, quindi un luogo in cui si esaltano i comportamenti collettivi ma...

Coliandro e Grazia Negro, di Carlo Lucarelli

In due romanzi brevi di Carlo Lucarelli compaiono per la prima volta altrettanti personaggi che aprono delle serie: Grazia Negro e Coliandro. Comune è l'ambientazione, città dell’Emilia dall’aspetto estremamente noir: Bologna e Modena. La genesi di queste figure è interessante in quanto compaiono come coprotagonisti, ma evidentemente le loro personalità risultano particolarmente intriganti. Coliandro è inizialmente sovrintendente di polizia relegato all’ufficio passaporti a causa di episodi in cui evidentemente non ha brillato in perspicacia e lucidità. Di fianco a lui c’è Nikita, ragazza dalle mille risorse. Lui è “machista, rambista e anche un po’ razzista”, come scrive Lucarelli nella prefazione, in cui spiega come un simile personaggio così “politicamente scorretto” possa essergli piaciuto al punto da farne un protagonista. In effetti lo tratta con ironia e l’averlo fatto tonto lo salva fino a renderlo persino simpatico. Dopo l'omonimo racconto, la ritroviamo anche ...

Pastorale americana, di Philip Roth

  Il rovesciamento di un ideale di vita, di un sogno cullato da due generazioni: la prima che è partita dal nulla e ne ha creato le condizioni per la crescita e la seconda che ha avuto la possibilità di andare oltre e godere delle opportunità offerte su un piatto d’oro. Il sogno americano, la “pastorale”, si infrange miseramente e senza un perché con la terza generazione, che avrebbe avuto tutto estremamente facile e a portata di mano e non solo rinuncia a tutto, ma lo rifiuta con disprezzo. Pastorale americana è il racconto di una famiglia ebrea arrivata negli Stati Uniti dopo la seconda guerra mondiale, di uno dei figli che ha incarnato il mito delle infinite possibilità che si aprivano da lì in poi: Seymour Levov, lo Svedese, così com’era chiamato fin da ragazzo, era alto, biondo e con un fisico perfetto, dal talento sportivo fuori dal comune, al punto da farlo diventare davvero un eroe nella scuola e nel quartiere in cui viveva. Una fucina di potenzialità tutte da esprime...

Il fu Mattia Pascal, di Luigi Pirandello

“Maledetto sia Copernico! - Oh oh oh, che c’entra Copernico! – esclama don Eligio, levandosi su la vita, con il volto infocato sotto il cappellaccio di paglia. - C’entra, don Eligio. Perché, quando la Terra non girava… - - E dàlli! Ma se ha sempre girato! - - Non è vero. L’uomo non lo sapeva, e dunque era come se non girasse. Per tanti, anche adesso, non gira. L’ho detto l’altro giorno a un vecchio contadino, e sapete come m’ha risposto? Ch’era una buona scusa per gli ubriachi. […] Siamo o non siamo su un’invisibile trottolina, cui fa da ferza un fil di sole, su un granellino di sabbia impazzito che gira e gira e gira, senza saper perché, senza pervenir mai a destino […]”. Per chi non lo avesse riconosciuto, il brano è tratto da “Il fu Mattia Pascal”, durante uno dei dialoghi più noti tra il protagonista e Don Eligio, che con lui custodisce la Biblioteca Boccamazza. Riprendere in mano i classici, persi dai tempi della scuola, permette di rilegger...

American Hustle - L'apparenza inganna

Basato su eventi realmente accaduti (l’operazione Abscam condotta dall’FBI negli anni Settanta), il film diretto da David Russell racconta la storia di una coppia di truffatori, Irving Rosenfeld ( Christian Bale, molto credibile nella sua umanità ) e Sydney Prosser (una magnifica Amy Adams), che si trova costretta ad aiutare i federali ad incastrare alcuni politici corrotti del Congresso degli Stati Uniti. Le implicazioni personali e le vicende si intersecano in una storia sempre più ricca e complessa, con una catena di colpi di scena non solo per la trama, ma anche e soprattutto grazie al sincerità umana dei protagonisti, raccontati e interpretati con grande intensità. Irving e Sydney, infatti, sono due anime gemelle, legate da un profondo sentimento. L’agente Di Maso (un Bradley Cooper davvero vintage! ) li porta in un contesto pericoloso ma che lo affascina, in cui la politica intreccia la malavita. Qui entra in scena Carmine Polito (Jeremy Renner), sindaco italo-americano di C...