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Rimini, di Pier Vittorio Tondelli

Ripescato da uno scaffale della mia libreria, con ancora tra le pagine, inaspettatamente superstite, lo scontrino di acquisto (Festa de l’Unità di Villa Sorra, 29 giugno 1996, prezzo 14.000 lire), rileggo Rimini di Pier Vittorio Tondelli. Sono in cerca di suggestioni: desidero trovare la cornice, l’atmosfera di una storia accaduta proprio nella città della riviera romagnola che devo riscrivere e ambientare. Voglio capire meglio quel contesto dalle caratteristiche uniche nel suo genere, che più volte ho visto e vissuto dal vero, per trovarne una possibile definizione: una gigantesca fabbrica del divertimento, un luogo-non-luogo dove la realtà è costruzione artificiale, uno spazio geografico che diventa una metafora della seduzione di massa… Post-moderno è l’aggettivo più usato da chi ha interpretato questo romanzo, ma posteriore a quale tipo di modernità? Quella del consumismo, del conformismo e del suo contrario, quindi un luogo in cui si esaltano i comportamenti collettivi ma...

Coliandro e Grazia Negro, di Carlo Lucarelli

In due romanzi brevi di Carlo Lucarelli compaiono per la prima volta altrettanti personaggi che aprono delle serie: Grazia Negro e Coliandro. Comune è l'ambientazione, città dell’Emilia dall’aspetto estremamente noir: Bologna e Modena. La genesi di queste figure è interessante in quanto compaiono come coprotagonisti, ma evidentemente le loro personalità risultano particolarmente intriganti. Coliandro è inizialmente sovrintendente di polizia relegato all’ufficio passaporti a causa di episodi in cui evidentemente non ha brillato in perspicacia e lucidità. Di fianco a lui c’è Nikita, ragazza dalle mille risorse. Lui è “machista, rambista e anche un po’ razzista”, come scrive Lucarelli nella prefazione, in cui spiega come un simile personaggio così “politicamente scorretto” possa essergli piaciuto al punto da farne un protagonista. In effetti lo tratta con ironia e l’averlo fatto tonto lo salva fino a renderlo persino simpatico. Dopo l'omonimo racconto, la ritroviamo anche ...

Pastorale americana, di Philip Roth

  Il rovesciamento di un ideale di vita, di un sogno cullato da due generazioni: la prima che è partita dal nulla e ne ha creato le condizioni per la crescita e la seconda che ha avuto la possibilità di andare oltre e godere delle opportunità offerte su un piatto d’oro. Il sogno americano, la “pastorale”, si infrange miseramente e senza un perché con la terza generazione, che avrebbe avuto tutto estremamente facile e a portata di mano e non solo rinuncia a tutto, ma lo rifiuta con disprezzo. Pastorale americana è il racconto di una famiglia ebrea arrivata negli Stati Uniti dopo la seconda guerra mondiale, di uno dei figli che ha incarnato il mito delle infinite possibilità che si aprivano da lì in poi: Seymour Levov, lo Svedese, così com’era chiamato fin da ragazzo, era alto, biondo e con un fisico perfetto, dal talento sportivo fuori dal comune, al punto da farlo diventare davvero un eroe nella scuola e nel quartiere in cui viveva. Una fucina di potenzialità tutte da esprime...

Il fu Mattia Pascal, di Luigi Pirandello

“Maledetto sia Copernico! - Oh oh oh, che c’entra Copernico! – esclama don Eligio, levandosi su la vita, con il volto infocato sotto il cappellaccio di paglia. - C’entra, don Eligio. Perché, quando la Terra non girava… - - E dàlli! Ma se ha sempre girato! - - Non è vero. L’uomo non lo sapeva, e dunque era come se non girasse. Per tanti, anche adesso, non gira. L’ho detto l’altro giorno a un vecchio contadino, e sapete come m’ha risposto? Ch’era una buona scusa per gli ubriachi. […] Siamo o non siamo su un’invisibile trottolina, cui fa da ferza un fil di sole, su un granellino di sabbia impazzito che gira e gira e gira, senza saper perché, senza pervenir mai a destino […]”. Per chi non lo avesse riconosciuto, il brano è tratto da “Il fu Mattia Pascal”, durante uno dei dialoghi più noti tra il protagonista e Don Eligio, che con lui custodisce la Biblioteca Boccamazza. Riprendere in mano i classici, persi dai tempi della scuola, permette di rilegger...

American Hustle - L'apparenza inganna

Basato su eventi realmente accaduti (l’operazione Abscam condotta dall’FBI negli anni Settanta), il film diretto da David Russell racconta la storia di una coppia di truffatori, Irving Rosenfeld ( Christian Bale, molto credibile nella sua umanità ) e Sydney Prosser (una magnifica Amy Adams), che si trova costretta ad aiutare i federali ad incastrare alcuni politici corrotti del Congresso degli Stati Uniti. Le implicazioni personali e le vicende si intersecano in una storia sempre più ricca e complessa, con una catena di colpi di scena non solo per la trama, ma anche e soprattutto grazie al sincerità umana dei protagonisti, raccontati e interpretati con grande intensità. Irving e Sydney, infatti, sono due anime gemelle, legate da un profondo sentimento. L’agente Di Maso (un Bradley Cooper davvero vintage! ) li porta in un contesto pericoloso ma che lo affascina, in cui la politica intreccia la malavita. Qui entra in scena Carmine Polito (Jeremy Renner), sindaco italo-americano di C...

Storie del declino italiano: “La grande bellezza” e “Il capitale umano”

Due facce della stessa medaglia, l’Italia nella sua decadenza morale e culturale, ritratta in questa epoca di sfacelo e profonda stanchezza dallo sguardo cinematografico di due registi accumunati dallo stesso nome di battesimo, Paolo: Sorrentino e Virzì. Il primo film è “La grande bellezza”, attualmente candidato all’Oscar come miglior film straniero e reduce dal premio del Golden Globe, e l’altro è “Il capitale umano”, da poco nelle sale. Non entro nel merito di alcune recenti polemiche su entrambi i film, ma mi limito al mio personale parere. Da un lato Roma, decadente e lussuriosa, in un quadro barocco da fine impero, dove i fasti dei palazzi del potere alimentano una specie di overdose in cui perdersi. Protagonista uno scrittore ormai privo di ispirazione, un magnifico Toni Servillo, alter ego di Sorrentino, che vive in un vortice di mondanità e noia, tra vuoti intellettuali e politici corrotti. Una prima parte molto promettente, ma poi le suggestioni e le promesse, per...

Novecento italiano, AAVV

Da Giolitti a Berlusconi, passando attraverso le tormentate vicende del Novecento italiano. Ed è proprio questo il titolo di un saggio scritto a più mani che racconta fatti e protagonisti della storia dell’ultimo secolo, la cui eredità è ancora viva e non ha smesso di far discutere chi è venuto dopo, lasciando troppi punti interrogativi. Il delitto Matteotti, l’8 settembre, il boom economico degli Anni ’60, la contestazione, il terrorismo, il maxiprocesso alla mafia e Tangentopoli: argomenti trattati con stili diversi da storici, giornalisti e professori, per fare il ritratto di un Italia che ancora non ha saputo fare i conti con il suo passato. Consigliatissimo!   Autori: Emilio Gentile, Mario Isnenghi, Giovanni Sabbatucci, Claudio Pavone, Valerio Castronovo, Marco Revelli, Vittorio Vidotto, Salvatore Lupo, Ilvo Diamanti.